
Roma è tra le città italiane con il maggior numero di procedure di sfratto per morosità ogni anno. Il Comune gestisce da tempo un fondo dedicato, ma i tempi burocratici della Capitale hanno una reputazione ben precisa: capire cosa aspettarsi davvero aiuta a non fare affidamento eccessivo su questo strumento.
Roma Capitale gestisce il Fondo per la Morosità Incolpevole attraverso il Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative, con un contributo che può arrivare fino a 12.000 euro per beneficiario.
Il contributo può essere destinato a sanare la morosità accertata (se il contratto ha ancora almeno due anni residui), a differire l'esecuzione dello sfratto con il consenso del proprietario, oppure ad assicurare deposito cauzionale e prime mensilità di un nuovo contratto a canone concordato.
Per accedere serve un ISEE entro i limiti stabiliti dal bando — in linea con il riferimento nazionale di 26.000 euro — oltre a un atto di intimazione di sfratto per morosità con citazione per la convalida, un contratto di locazione abitativa regolarmente registrato (sono esclusi gli immobili di lusso, categorie catastali A1, A8 e A9), e la residenza nell'alloggio da almeno un anno. La domanda va presentata al Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative di Roma Capitale, in Piazza Giovanni da Verrazzano 7. La documentazione ufficiale e la modulistica sono disponibili sul sito istituzionale di Roma Capitale.
La domanda richiede una documentazione completa: contratto registrato, atto di sfratto, certificazione ISEE aggiornata e prova della causa di morosità. L'istruttoria può richiedere diverse settimane, anche mesi, in base al carico degli uffici e alla disponibilità di risorse residue. Lo sportello per il bando resta aperto fino al 31 dicembre 2026, ma questo non significa erogazione immediata: le graduatorie e i tempi di verifica restano un collo di bottiglia reale.
Dal punto di vista del locatore, il fondo non garantisce il pagamento puntuale del canone, copre solo una parte dell'importo dovuto nella maggior parte dei casi, e dipende da tempi amministrativi non brevi. In un mercato con volumi di domande alti come quello romano, questo si traduce spesso in mesi di attesa prima di un'eventuale erogazione.
Può funzionare quando la difficoltà è temporanea, l'inquilino ha già avviato la pratica per tempo (prima che la morosità diventi troppo estesa), e i requisiti ISEE e contrattuali sono rispettati.
Non basta quando serve una soluzione rapida, la morosità si protrae oltre i tempi di istruttoria, o il canone è troppo alto rispetto al tetto massimo di 12.000 euro.