
Bologna è una città dal mercato degli affitti particolare: la forte presenza universitaria alza la domanda e i canoni medi, rendendo la gestione della morosità un tema sensibile sia per i piccoli proprietari sia per chi affitta a studenti fuori sede.
L'area metropolitana di Bologna applica un Protocollo dedicato alla morosità incolpevole, rinnovato per il biennio 2025-2026, con un contributo a fondo perduto che può arrivare fino a circa 8.000 euro per beneficiario.
Il Protocollo è alimentato dalle risorse del Fondo nazionale per la morosità incolpevole, destinate ai Comuni ad alta tensione o alto disagio abitativo. Le risorse vengono stanziate dallo Stato, trasferite alla Regione Emilia-Romagna e poi ripartite tra i Comuni dell'area metropolitana.
Per accedere serve un ISEE non superiore a 26.000 euro, in linea con la soglia nazionale di riferimento, oltre ai requisiti standard: contratto di locazione registrato, atto di sfratto per morosità, e prova documentale che la difficoltà economica dipenda da cause oggettive come perdita del lavoro o malattia grave.
Attenzione a non confondere questo Protocollo con il diverso "Bando Fondo Affitto" della Regione Emilia-Romagna, che ha un ISEE molto più basso (fino a 8.000 euro) ed è pensato per il sostegno generico al canone, non specificamente per la morosità con sfratto in corso: il Comune di Bologna non rientra tra i beneficiari di quel bando regionale, che si rivolge ad altri Comuni della regione.
Con una quota significativa di inquilini universitari e contratti brevi o transitori, il mercato bolognese ha dinamiche diverse rispetto ad altre grandi città: la rotazione è più alta, ma non tutti i contratti per studenti rientrano nei requisiti del fondo morosità incolpevole, pensato principalmente per nuclei familiari e locazioni ordinarie.
Anche a Bologna il fondo non garantisce il pagamento puntuale del canone, copre solo una parte del debito nella maggior parte dei casi, e dipende dalla disponibilità di risorse residue nel Protocollo metropolitano, che possono esaurirsi prima della fine del biennio.
Può funzionare per nuclei familiari con morosità temporanea, ISEE entro la soglia e un contratto di locazione ordinario regolarmente registrato.
Non basta per situazioni legate a contratti per studenti fuori dai requisiti standard, o quando la morosità supera ampiamente il tetto massimo del contributo.